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Presentata durante le Sessioni Scientifiche Annuali dell'ADA l'analisi ad interim dei dati a lungo termine relativi a ...

Sat Jun 6, 2009 5:50pm EDT
PRINCETON, New Jersey e WILMINGTON, Delaware--(Business Wire)--
Presentata durante le Sessioni Scientifiche Annuali dell'ADA l'analisi ad
interim dei dati a lungo termine relativi a ONGLYZA™ (saxagliptin) somministrato
con Metformina in pazienti affetti da diabete di tipo 2 non adeguatamente
controllato

I risultati dall'analisi ad interim di uno studio di fase 3 a lungo termine dopo
102 settimane con ONGLYZA™ (saxagliptin), un inibitore d'investigazione,
selettivo, reversibile dell'enzima dipeptidil-peptidasi-4 (DPP-4) in fase di
sviluppo congiunto da parte di Bristol-Myers Squibb Company (NYSE: BMY) e
AstraZeneca (NYSE: AZN), aggiunto alla metformina in pazienti affetti da diabete
di tipo 2 non adeguatamente controllato, hanno dimostrato un profilo generale di
reazioni negative conformi a quelle osservate dopo 24 settimane, e hanno
mostrato la produzione di un miglioramento del controllo glicemico a lungo
termine [in base alla misurazione del livello dell'emoglobina glicosilata
(A1C)]. I risultati sono stati presentati durante le 69e Sessioni Scientifiche
Annuali dell'Associazione Americana per il Diabete. 

"Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica progressiva, i cui pazienti devono
preoccuparsi di controllare ogni giorno il livello di glucosio nel sangue", ha
detto Roland Chen, dottore in medicina e direttore del gruppo, della Divisione
Cardiovascolare e Metabolica della Bristol-Myers Squibb. 

"È quindi importante per noi capire come le medicine investigative per il
diabete funzionino per periodi di tempo prolungati", ha detto Peter Ohman,
direttore della divisione scienze mediche, settore per le terapie
Cardiovascolari/Gastrointestinali di AstraZeneca. 

Informazioni sulla ricerca: Saxagliptin aggiunto a Metformina per un periodo di
102 settimane

La ricerca è un'analisi ad interim di uno studio di estensione a lungo termine
di 42 mesi, progettato per stabilire la sicurezza, la tollerabilità e
l'efficacia di saxagliptin quando aggiunto a metformina in pazienti affetti da
diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato, rispetto a metformina insieme
ad un placebo. I dati attuali rappresentano i risultati ad interim dopo 102
settimane per questa ricerca internazionale randomizzata, a doppio cieco,
placebo-controllata e multicentro su 743 individui con diabete di tipo 2 (età 18
- 77 anni) per i quali il livello di A1C era superiore o uguale al 7 percento, e
minore o uguale al 10 percento, con una dose stabile di sola metformina (da 1500
a 2500 mg/giorno). Gli individui sono stati randomizzati per uno dei quattro
gruppi di trattamento separati: saxagliptin 2,5 mg insieme a metformina da 1500
a 2500 mg/giorno (n=192); saxagliptin 5 mg insieme a metformina da 1500 a 2500
mg/giorno (n=191); saxagliptin 10 mg insieme a metformina da 1500 a 2500
mg/giorno (n=181); o placebo insieme a metformina da 1500 a 2500 mg/giorno
(n=179), somministrati una volta al giorno. 

Tutti i pazienti che hanno completato lo studio a breve termine di 24 settimane
avevano i requisiti per entrare a far parte dello studio esteso a lungo termine;
fra questi anche i pazienti che rispettavano dei criteri prestabiliti per il
soccorso glicemico durante il periodo dello studio a breve termine e hanno
ricevuto pioglitazone in dose da 15 a 45 mg in uno studio open label (in
aperto), insieme ad una cura con esperimento in cieco. La terapia di soccorso
con Pioglitazone era disponibile anche durante lo studio esteso a lungo termine
basato su criteri glicemici prespecificati. 

Il criterio terminale primario dello studio è stato la sicurezza a lungo termine
e la tollerabilità a saxagliptin quando somministrato con metformina.
L'efficacia dei punti finali dello studio hanno incluso cambiamenti dalla fase
iniziale per A1C, per la glicemia a digiuno (Fasting Plasma Glucose, FPG), e per
la glicemia due ore dopo il pasto (Post Prandial Glucose, PPG), quando misurate
durante un test da carico orale di glucosio (Oral Glucose Tolerance Test, OGTT)
e la proporzione di pazienti che l'Associazione Americana per il Diabete ha
suggerito mantenere un livello di A1C inferiore al 7 percento. I risultati dello
studio si sono basati sul metodo ultima osservazione/valutazione portata a
termine (Last Observation Carried Forward, LOCF). 

Risultati dello studio

Sicurezza e tollerabilità

Dopo 102 settimane, i risultati dall'analisi ad interim hanno dimostrato che
l'incidenza di reazioni negative è stata simile per il saxagliptin 5 mg insieme
a metformina rispetto al placebo insieme a metformina; i livelli di reazioni
negative sono stati leggermente superiori per saxagliptin 2,5 mg insieme a
metformina, e per saxagliptin 10 mg insieme a metformina rispetto al placebo
insieme a metformina. 

I tassi di reazioni negative sono stati i seguenti: 89,6 percento per
saxagliptin 2,5 mg insieme a metformina; 78 percento per saxagliptin 5 mg
insieme a metformina, e 86,7 percento per saxagliptin 10 mg insieme a
metformina; l'incidenza delle reazioni negative è stata del 78,8 percento per il
placebo insieme a metformina. Le percentuali delle reazioni negative più comuni
per i rami di trattamenti con saxagliptin 2,5 mg insieme a metformina,
saxagliptin 5 mg insieme a metformina, saxagliptin 10 mg insieme a metformina e
placebo insieme a metformina sono stati: rinofaringite [13,0; 11,0; 13,8; 10,6];
influenza [10,4; 11,5; 12,7; 12,8]; infezione dell'apparato respiratorio
superiore [12,0; 8,9; 10,5; 7,8]; infezione delle vie urinarie [9,9; 7,9; 9,4;
6,7]; bronchite [6,3; 9,4; 5,0; 6,1]; diarrea [14,1; 7,3; 9,4; 12,8]; dorsalgia
[7,8; 7,9; 5,0; 8,9] e cefalea [13,5; 8,9; 12,2; 11,2]. 

Il tasso di eventi ipoglicemici registrato è stato simile per tutti i rami di
trattamento: 10,4 percento per saxagliptin 2,5 insieme a metformina; 8,9
percento per saxagliptin 5 mg insieme a metformina; e 11 percento per
saxagliptin 10 mg insieme a metformina. L'incidenza registrata di eventi
ipoglicemici è stata del 10,1 percento per il placebo insieme a metformina. La
frequenza di ipoglicemia confermata (sintomi di ipoglicemia con una
concentrazione di glucosio misurata mediante fingerstick minore o uguale a 50
mg/dl), è stata minore o uguale all'1,1 percento per tutti i rami di
trattamento. 

La proporzione di pazienti che hanno interrotto lo studio a lungo termine per
mancanza di controllo glicemico, o che sono stati sottoposti a terapia di
soccorso in base ai criteri glicemici predeterminati, è stata inferiore nei rami
di trattamento saxagliptin rispetto al ramo del placebo: 58,3 percento per
saxagliptin 2,5 mg insieme a metformina; 51,8 percento per saxagliptin 5 mg
insieme a metformina; 56,9 percento per saxagliptin 10 mg insieme a metformina;
e 71,5 percento per placebo insieme a metformina. 

Nel caso di 102 settimane c'è stata un'incidenza numerica maggiore di reazioni
negative relative alla pelle nei rami di trattamento saxagliptin insieme a
metformina rispetto al ramo di trattamento placebo insieme a metformina: 15,6
percento per saxagliptin 2,5 mg insieme a metformina; 13,6 percento per
saxagliptin 5 mg insieme a metformina; 22,7 percento per saxagliptin 10 mg
insieme a metformina; e 11,2 percento per placebo insieme a metformina. 

Delle piccole diminuzioni del peso corporeo medio durante la settimana 102
(prima del soccorso, ultima osservazione/valutazione portata a termine) rispetto
al valore iniziale di riferimento, sono stati osservati in tutti i rami di
trattamento: -1,0 kg, -0.4 kg e -0,5 kg per saxagliptin 2,5 insieme a
metformina, per saxagliptin 5 mg insieme a metformina e per saxagliptin 10 mg
insieme a metformina, rispettivamente, rispetto a -0,8 kg per placebo insieme a
metformina. 

Efficacia glicemica

Dopo 102 settimane, gli individui nei rami di trattamento saxagliptin insieme a
metformina, hanno dimostrato un cambiamento medio placebo-regolato in A1C
rispetto al livello di riferimento del -0,62 percento per saxagliptin 2,5 mg
insieme a metformina; del -0,72 percento per saxagliptin 5 mg insieme a
metformina; e del -0,52 percento per saxagliptin 10 mg insieme a metformina. I
cambiamenti nelle altre misure di controllo glicemico sono stati consistenti con
i cambiamenti osservati in A1C. 

Informazioni su ONGLYZA

ONGLYZA, la denominazione commerciale per saxagliptin, è un inibitore
d'investigazione DPP-4, co-sviluppato da Bristol-Myers Squibb e da AstraZeneca
nel trattamento del diabete mellito di tipo 2. Saxagliptin è in fase di studio
attraverso esperimenti clinici come terapia giornaliera (once-daily), per
determinare la sua efficacia e la sua sicurezza. Saxagliptin è stato progettato
in maniera specifica per essere un inibitore selettivo con legame prolungato con
l'enzima DPP-4, con vie di eliminazione duplici. 

I dati di fase 3 per il Saxagliptin sono stati precedentemente presentati come
monoterapia, oltre che in combinazione con metformina, eulfanilurea e
thiazolidinedione, comunemente prescritti come trattamenti antidiabetici per via
orale. Il programma complessivo di sviluppo clinico ha incluso oltre 5.000
individui - tra i quali a più di 4.000 è stato somministrato saxagliptin. 

Le società hanno sottoposto una richiesta di autorizzazione come nuovo farmaco
alla Food & Drug Administration (FDA) statunitense il 30 giugno 2008, che è
stata ufficialmente registrata dalla FDA, ed una domanda di autorizzazione alla
commercializzazione alla Agenzia europea per i medicinali (EMEA) il 1 luglio
2008, che è stata accettata per essere valutata dall'agenzia stessa. 

Informazioni sugli inibitori DPP-4

Gli inibitori DPP-4 sono una classe di composti che si ritiene funzionino agendo
sugli ormoni naturali del corpo chiamati incretine. Le incretine fanno diminuire
i livelli elevati di zucchero del sangue (glucosio) attraverso l'aumento
dell'uso di zucchero da parte del corpo, soprattutto attraverso l'aumento della
produzione d'insulina nel pancreas, e riducendo la produzione di glucosio da
parte del fegato. 

Informazioni sul diabete di tipo 2

Il diabete (diabete mellito) è una malattia cronica nella quale l'organismo non
produce o utilizza in maniera adeguata l'insulina. L'insulina è un ormone
necessario per convertire lo zucchero, gli amidi (carboidrati) ed altre sostanze
nutrienti nell'energia necessaria per la vita quotidiana. La causa del diabete
continua ad essere studiata e sia fattori genetici che ambientali quali
l'obesità e la mancanza di esercizio fisico sembrano svolgere un ruolo
importante. Il diabete è associato a complicazioni a lungo termine che hanno
effetti su quasi tutto il corpo. La malattia può portare alla cecità, a malattie
del cuore e dei vasi sanguigni, all'infarto, a insufficienza renale, ad
amputazioni e a lesioni ai nervi. 

Due sono le cause primarie associate al diabete di tipo 2: l'organismo non
produce abbastanza insulina (deficit di secrezione di insulina), e le cellule
non rispondono all'azione dell'insulina (insulino-resistenza). I sintomi del
diabete di tipo 2 si manifestano in modo graduale, ed il loro manifestarsi non è
così improvviso come per il diabete di tipo 1. I sintomi possono includere stati
di affaticamento, urinazione frequente, aumento di fame e sete, perdita di peso,
vista offuscata e lentezza nella guarigione di ferite o contusioni. Alcune
persone, tuttavia, non hanno sintomi. 

Il diabete di tipo 2 è spesso associato ed aumenta con l`età, l`obesità, una
forte predisposizione familiare, una storia precedente di diabete gestazionale,
la mancanza di attività fisica e l'appartenenza a diversi sottogruppi
etnico/razziali. Le persone affette da diabete di tipo 2 presentano spesso
anche: resistenza all'insulina, obesità addominale, uno stile di vita
sedentario, bassi livelli di colesterolo HDL ("buono"), ed elevati livelli di
trigliceridi ed ipertensione. 

Circa il 90-95% dei malati di diabete è affetto da diabete di tipo 2. Ciò
equivale a circa 221 milioni di persone con diabete di tipo 2 globalmente, e
21,2 milioni di persone solo negli Stati Uniti. 

L'Associazione Americana per il Diabete raccomanda una dose di emoglobina A1C al
di sotto del 7 percento per la gran parte dei pazienti affetti da diabete di
tipo 2. L'emoglobina A1C è una misura dei livelli ematici medi di glucosio di
una persona in un periodo compreso fra i due ed i tre mesi, e viene considerato
un marker importante per il controllo a lungo termine del glucosio. Altri marker
importanti per il diabete di tipo 2 includono: il glucosio plasmatico a digiuno,
la misura del glucosio nel sangue di una persona dopo almeno otto ore di digiuno
ed il glucosio postprandiale: una misura del glucosio nel sangue del paziente
dopo il pasto. 

La collaborazione fra Bristol-Myers Squibb e AstraZeneca

Bristol-Myers Squibb e AstraZeneca hanno dato il via ad una collaborazione nel
gennaio 2007 che permettesse alle due aziende di condurre la ricerca, lo
sviluppo e la commercializzazione di due farmaci investigazionali per il diabete
di tipo 2: ONGLYZA e dapagliflozin. Tale collaborazione ha come obiettivo la
cura del paziente a livello globale, migliorando i risultati e promuovendo una
nuova prospettiva per il trattamento del diabete di tipo 2. 

Informazioni su Bristol-Myers Squibb

Bristol-Myers Squibb è una società biofarmaceutica globale la cui missione
consiste nel prolungamento e nel miglioramento della vita umana. Per maggiori
informazioni, si prega di visitare il sito: http://www.bms.com. 

Informazioni su AstraZeneca

AstraZeneca è una grande impresa sanitaria internazionale che opera nei campi
della ricerca, dello sviluppo, della produzione e della commercializzazione di
prodotti farmaceutici da prescrizione e della fornitura di prestazioni
sanitarie. È una delle principali società farmaceutiche al mondo con un
fatturato pari a 31,6 miliardi di dollari statunitensi, ed ha una posizione
leader nella vendita di prodotti per l'apparato gastrointestinale,
cardiovascolare, neurologico, respiratorio, nell'ambito oncologico e delle
infezioni. Per maggiori informazioni su AstraZeneca si prega di visitare il
sito: http://www.astrazeneca.com/. 

ONGLYZA™ è un marchio depositato della Bristol-Myers Squibb. 

Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la
versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per
comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è
l'unico giuridicamente valido. 





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