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Libia, Berlusconi e Gheddafi firmano accordo storico

BENGASI, Libia (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader libico Muhammar Gheddafi hanno firmato oggi in Libia l’atteso accordo sui risarcimenti richiesti dal Paese africano per i tre decenni di regime coloniale italiano.

Una stretta di mano tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader libico Muhammar Gheddafi. REUTERS/Livio Anticoli//Handout

Nel corso della riunione, che si è svolta presso un palazzo un tempo sede delle autorità italiane durante il periodo coloniale 1911-1943, è stato firmato il “Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione” che mira a migliorare i rapporti tra Italia e Libia, importante produttore di energia.

“L’accordo apre la porta alla futura cooperazione e partnership tra l’Italia e la Libia”, ha detto Gheddafi durante la cerimonia della firma.

L’ accordo di partenariato prevede che l’Italia paghi 5 miliardi di dollari alla Libia nei prossimi 25 anni da destinare a progetti infrastrutturali in Libia.

Il governo italiano stanzierà “200 milioni di dollari all’anno nei prossimi 25 anni”, ha detto Berlusconi ai giornalisti dopo l’arrivo a Bengasi.

L’Italia ha avuto rapporti difficili con Gheddafi da quando il colonnello ha preso il potere nel 1969, ma ha appoggiato le recenti decisioni di Tripoli di ricucire gli strappi con l’Occidente.

L’intesa, ha sottolineato il presidente del Consiglio, “metterà fine a 40 anni di incomprensioni. E’ un riconoscimento completo e morale dei danni inflitti alla Libia dall’Italia durante l’epoca coloniale”.

Nell’incontro, Berlusconi ha consegnato a Gheddafi la statua della Venere di Cirene.

“In questo documento storico, l’Italia si scusa per i suoi omicidi, la distruzione e la repressione contro i libici durante il periodo coloniale”, ha detto ancora Gheddafi, che non ha fornito dettagli sul valore economico dell’accordo.

La Libia accusa l’Italia dell’uccisione di migliaia di libici e di aver spinto altre migliaia a lasciare i loro villaggi e città nel deserto durante il regime coloniale.

L’Italia oggi è un paese amico, ha aggiunto il leader libico, che ha espulso gli italiani e confiscato le loro proprietà nel 1970.

IL NUOVO PARTENARIATO

L’accordo, secondo quanto riferisce Palazzo Chigi, prevede la realizzazione di un’autostrada costiera che attraverserà la Libia dal confine con l’Egitto a quello con la Tunisia.

L’Italia si è impegnata anche a costruire 200 abitazioni, a mettere a disposizione borse di studio per giovani libici che vogliano studiare in Italia e a versare pensioni ai mutilati dalle mine piazzate dagli italiani in epoca coloniale.

Il trattato garantirà inoltre la possibilità di realizzare investimenti in modo da creare un “ampio partenariato economico e industriale”.

Il nuovo partenariato bilaterale prevedrà un rafforzamento della collaborazione in materia scientifica, culturale, energetica, nella lotta al terrorismo, alla criminalità ed alle organizzazioni che sfruttano l’immigrazione clandestina, nel settore della difesa, in quello del disarmo e della cooperazione parlamentare tra enti locali.

Il ministro leghista della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ha elogiato Berlusconi ma ha ricordato in una nota il problema dei risarcimenti agli italiani rimpatriati e privati dei loro beni.

“Altrettanto meritorio sarà per il presidente Berlusconi, non appena avremo la disponibilità delle risorse che potrebbero derivare proprio da questo accordo, il disporre dei risarcimenti, ancorché parziali, nei confronti dei nostri connazionali rimpatriati e che a suo tempo si sono visti confiscare tutti i loro beni”.

Berlusconi, che intendeva stringere un “patto di amicizia” con la Libia entro agosto e attuare l’accordo di fine 2007 sul pattugliamento marittimo congiunto, si era sentito per telefono con il leader libico il 24 di questo mese.

Un mese prima il figlio del Colonnello, Saif al Islam, aveva parlato di un accordo “miliardario”.

I colloqui con la Libia per chiudere il passato coloniale e rilanciare i rapporti economici tra i due Paesi sono in corso da anni e un annuncio sull’imminente accordo era stato fatto anche dall’ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema nell’ottobre 2007.

Roma ha appoggiato la decisione di Tripoli di ricucire lo strappo con l’Occidente, e la situazione è migliorata significativamente dal 2003, quando la Libia ha accettato la responsabilità per il bombardamento del volo Pan Am 103 su Lockerbie, in Scozia, nel 1988.

La Libia ha anche promesso di fermare il procacciamento di armi nucleari, chimiche e biologiche.

Il 14 agosto la Libia ha firmato un accordo con gli Stati Uniti per risolvere le reciproche richieste di risarcimento.

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