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Sanzioni Ucraina, sequestro beni a imprenditore russo vicino a Putin

ROMA (Reuters) - La Guardia di Finanza ha sequestrato un hotel e alcuni appartamenti di proprietà di un imprenditore russo ritenuto vicino al presidente russo Vladir Putin, ha riferito un funzionario della Finanza, nell’ambito delle sanzioni contro la Russia per la crisi ucraina.

Boris Rotenberg (a sinistra, in giacca scura) e Arkady Rotenberg (a destra, in giacca grigia) a una premiazione di judo nel febbraio 2012. REUTERS/Stringer

Il sequestro, per un totale di circa 30 mlioni di euro, è avvenuto ieri, ha detto il funzionario, che preferisce restare anonimo. Nel mirino della Gdf la società “Aurora 31”, con sede in via Aurora 31, nel centro di Roma, riconducibile ad Arkady Romanovich Rotenberg, facoltoso imprenditore di San Pietroburgo.

La società - che è a sua volta controllata da una società di Cipro, ha detto il funzionario - risulta proprietaria di un hotel a quattro stelle nella stessa via, il Berg Luxury Hotel, di un appartamento a Cagliari, una villa a Villasimius, due ad Arzachena, un’altra villa a Tarquinia.

Al telefono della società sequestrata non risponde nessuno. Un centralinista dell’hotel sequestrato ha invece riferito a Reuters che l’accoglienza dei clienti al Berg Luxury continua normalmente.

I finanzieri hanno anche sequestrato una villa di Porto Cervo di cui Rotenberg risulta direttamente proprietario.

La società risulta titolare anche di alcuni conti correnti bancari, ha detto il funzionario, precisando però di non sapere se la Uif - l’Unità d’informazione finanziaria, della Banca d’Italia competente per i beni finanziari - li abbia sequestrati.

Non è stato per il momento possibile avere un commento dalla Uif sulla vicenda.

Secondo la rivista Forbes, Arkady Rotenberg, definito “uno dei più influenti uomini d’affari in Russia”, ha un patrimonio di 3,4 miliardi di dollari, con attività nel settore delle costruzioni, degli oleodotti e delle banche. Con il fratello Boris, un miliardario, è compagno di judo del presidente Putin.

Sempre secondo Forbes, Rotenberg controlla in particolare il 51% del gruppo Stroygazmontazh Corporation, uno dei più grandi appaltatori russi di costruzioni nel settore energetico, costituito grazie ad alcune ex controllate di Gazprom.

E’ anche il presidente della squadra di cacio Dynamo Mosca, e nel 2013 è stato eletto nel comitato esecutivo della Federazione internazionale di judo.

Il suo nome, e quello del fratello Boris, compaiono nella lista nera pubblicata nell’aprile scorso dal dipartimento Usa del Tesoro, che ha anche sanzionato due banche - InvestCapitalBank e SMP Bank - controllate dai due.

Secondo gli Usa i fratelli Rotenberg hanno ricevuto circa 5,4 miliardi di euro per appalti legati alle Olimpiadi invernali di Sochi, in Russia, e alle attività di Gazprom.

Il sequestro di ieri in Italia è avvenuto nell’ambito del pacchetto di sanzioni varate il 31 luglio dal Consiglio europeo, che comprendono ” il congelamento dei fondi e delle risorse economiche di determinate persone fisiche o giuridiche, entità e organismi e restrizioni su determinati investimenti, in risposta all’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli”.

Secondo il funzionario della Guardia di Finanza, i primi riscontri effettuati sulle nuove sanzioni decise dall’Unione europea l’8 settembre escluderebbero nuovi sequestri nei confronti di persone inserite nelle liste Ue.

(Massimiliano Di Giorgio)

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